martedì 10 luglio 2007

Campagna di Roma

Uè, carissimi affezionati del Girocampibo!
Eccomi a scrivervi del mio avventuroso arrivo nella capitale. Prima però un grazie davvero a quanti, con i loro commenti, il loro sostegno e il loro sbattersi per aiutarmi, mi accompagnano in questa avventura: io pedalo, ma il viaggio lo costruiamo insieme.


Isernia-Roma


Un comodo viaggio in treno per recuperare le energie, è quello che mi aspettavo mentre, seduto in terra in una stazione deserta, fra balle di fieno e avvoltoi, aspettavo l'interregionale che mi avrebbe portato a Roma. Mi sbagliavo. Appena salito, infatti, mi accorgo di essere su un treno super-lusso, un piccolo figlio dell'AVE (il treno che collega Siviglia a Madrid, ndr.), con aria condizionata a duemila, seggiolini scomodissimi disposti a divanetto come nella sala di una nave e, quello che è peggio, silenziosissimo! A ridatemi un bel Regionale!!! Meno male che almeno la bicicletta era al sicuro, controllata da una simil body-guard. Tra l'altro anche la compagnia era da dimenticare: quattro ventenni, tutti e quattro con l'I-Pod (o il lettore Mp3, ma la differenza ancora non l'ho capita) nelle orecchie, vestiti praticamente nello stesso modo, seduti accanto senza scambiarsi una parola per tutto il viaggio di due ore! Allucinante! Meno male che la body-guard della bici era un po' più loquace. A Roma Termini cambio treno (un regionale dove tutti parlano al telefonino dicendo "Amò, amò, che fai, 'ando stai?") direzione Lanuvio per fermarmi presso la foresteria del Monastero di Vallechiara ospite della Fraternità di Gesù, i mitici Monaci di Lanuvio (e qui vi risparmio altri ricordi) che oltre a essere una comunità monastica, sono una delle più importanti realtà del biologico in Italia e non solo. Verdura, frutta, succhi di frutta, conserve, formaggi di bufala, mozzarelle di bufala (impareggiabile!) olio, un paesaggio da sogno sui colli romani e soprattutto una gentilezza, un'accoglienza, un'allegria, una solarità (e non solo per me che avevo delle "referenze") fuori dal comune. I fratelli e le sorelle (così si chiamano) sono stati incredibili. Ovviamente non potendo stare fermo, la mattina di sabato è trascorsa a estirpare erbacce dalle piante di lamponi. Nel pomeriggio, poi, partenza per Roma. Pochi kilometri (non più di 30), ma che hanno messo a dura prova il mio coraggio e la mia incoscienza ciclistica: arrivare a Roma in bicicletta è da pazzi! Un mare di macchine, camion, motorini. Poi l'Appia Nuova, due corsie per carreggiata e (come mi avverte un tipo a cui avevo chiesto informazioni) usata come superstrada (...). Gli svincoli per Ciampino (dove mi metto nella corsia di sorpasso o resto a destra rischiando di essere di intralcio a chi vuole uscire? la seconda che hai detto!), per l'autostrada (il momento più critico), per il Grande Raccordo Anulare ("all'uscita 17, c'è..."). Le macchine che si immettono e devono darmi la precedenza...... mai nessun pericolo comunque. Poi, finalmente, il cartello "Roma". Arrivato! Anche questa volta! Il campo di lavoro all'interno del Parco dell'Appia Antica mi aspetta. Kiko pure.





Alla prossima.

venerdì 6 luglio 2007

10 anni dopo... Macchiagodena

Tornare in un posto a distanza di anni fa sempre un certo effetto. Tornare in un posto che è stato una delle tappe più importanti della propria crescita, lo è ancora di più. Tornare in un posto dove ho fatto il mio primo campo di lavoro, come "aiutante organizzatore dei campi", è un po' sconvolgente. Molti di voi infatti non lo sanno, ma nel lontano 1997 (almeno facendo riferimento a mondiali ed europei mi pare fosse quell'anno) un gruppo di pionieri pisani guidati da un folle con la barba partì per aiutare Don Franco nel suo sogno: costruire, o meglio, ricostruire il villaggio S. Nicola nella parte ormai abbandonata del paese per farne un centro a disposizione dell'intera comunità. Fra lavoro, divertimento e pazzie (fra cui ne spiccano di inenarrabili dell'autore del blog che state leggendo) si formò un gruppo che ancora oggi è unito come allora. Qualcuno che fece il campo anni dopo pensò addirittura di intitolare al paesino molisano la propria squadra di Fantacalcio (cosa fra le più preziose al mondo): e fu Macchia Dortmund. Ma questo è il passato.

Il presente invece racconta di Carlo, 50 anni sulla carta d'dentità, ma l'impegno di un ventenne, per questo turno unico volontario presente al campo, persona incredibile per cortesia e disponibilità: un uomo d'altri tempi. Vicentino che cerca di parlare in veneto con i molisani e accanito lettore de "La Repubblica". Di Antonio (ancora lì dopo 10 anni!) e Crescenzo, infaticabili muratori, compagni di lavoro meravigliosi, seri e professionali, ma sempre pronti allo scherzo e alla battuta. Di Liberato, forse il maggiore artefice della ricostruzione, sempre generoso anche con i volontari, che se n'è andato in maniera assurda forse perché, come dice Don Franco "qualcuno lassù aveva bisogno di costruire qualcosa". Poi Don Franco appunto, un vulcano di energia (10 anni fa era molto più sulle sue), un cuoco di altissimo livello, che in questi anni ha visto passare volontari di tutti i tipi e ha voluto che fosse proprio il volontariato il valore aggiunto del progetto. Qualcuno all'inizio non ci credeva, guardava male questi ragazzi mal vestiti e sporchi di polvere che giravano in piazza. Ma con gli anni anche la mentalità di un piccolo borgo cambia, ora le signore chiedono "ma quando arrivano i volontari? da dove vengono?".

Io nonostante la fatica del giorno prima non ho resistito a passare 8 ore in cantiere (dal quale tra l'altro si vede un panorama mozzafiato) con pala, piccone, cazzuole, le mitiche e indimenticabili carriole, la malta. Ad alzare una pietra di 200 kg, a rinfrescarsi dal caldo, a spostare e ripulire.
Nei prossimi turni arriveranno ragazzi e ragazze da Belgio, Germania e Austria a lavorare per tre settimane, portando avanti il lavoro fatto finora e preparando la strada per chi verrà.


Ora però Roma, la capitale mi aspetta col suo traffico impossibile, dove le biciclette sono merce rara. Sarà peggio dei viadotti molisani. Vi racconterò!


Alla prossima


p.s. alcune dimenticanze dei giorni scorsi per la fretta e per gli impegni:

auguri a mi pà, kelo e soprattutto all'Egregio Illustrissimo sua Eminenza Dottore di sti c...... Andrea Matiz!!!!

70 km controvento!

Uè carissimi! dopo qualche post della regia, rieccomi a scrivere direttamente da una postazione internet vicino alla stazione di Isernia. Qui sono arrivato grazie alla gentilezza di Carlo, volontario di Vicenza che ha caricato la mia bici in macchina, dopo aver visto la mia poca forma mattutina causata una notte agitata per postumi della lauta cena di ieri. Ma davanti alla cucina di Don Franco, parroco di Macchiagodena e anima del progetto, anche uno stracchino come me non si può tirare indietro. Alle 15:11 ho il treno che mi porterà a Roma, ma intanto è il momento di raccontarvi di questi ultimi tre giorni vissuti in terra molisana.

Guardialfiera-Macchiagodena
Da programma era una delle tappe più dure del giro, uno spauracchio anche per i ciclisti più allenati, una specie di Cima Coppi, e così è stato. Soprattutto anche perchè il mio augurio del post passato ("sperando nella clemenza del vento") è stato completamente ignorato dai miei santi protettori, che, forse per divertirsi dall'alto a vedermi faticare e imprecare, mi hanno regalato 70 km di vento contrario! Partenza con tutta calma alle 10 da Guardialfiera, tipico paesino molisano con signore sedute sulle sedie fuori dalla porta, chiavi lasciate nella serratura e cani che dormono sull'uscio. Un salto al tabacchi del paese per comprare cartoline, giornali e frutta (!), un'ultimo sguardo al lago e poi via, si parte. Iniziano i maledetti viadotti, alcuni interminabili, operai stradali mi implorano di fermarmi, io sorrido loro e continuo. Il vento è fortissimo, la bandiera IBO sventola che è un piacere, ma anche i tratti in discesa diventano pianura (non come le scarpe da Angelo...), faccio pochi kilometri poi mi fermo. Penso che non arriverò mai, mancano ancora una vita a Macchiagodena e sono già cotto. Vedo passare camioncini con pianali vuoti e sogno che qualcuno si fermi vedondomi pedalare a vuoto, ma sarebbe una sconfitta. In compenso il paesaggio attorno è bellissimo, incredibile, la statale 647 passa in una gola con ai lati colline e montagne aalla sommità delle quali sono arroccati in modo impensabile paesini dai nomi più strani. Nonostante qualcuno (che ne è originario) mi abbia intimato di non dirlo, io lo dico: il Molise è bello! Le città certo non sono il massimo e per i giovani offrono poco, ma come natura e territorio ha poco da invidiare a regioni più conosciute. Comunque, la fatica si fa sentire. Mi fermo per vedere se il mio santo protettore può fare qualcosa, niente, il vento continua e intanto le mie chiappe non ce la fanno più. Poi la strada si avvicina a Bojano, improvvisamente appaiono gli Appenini, uno spettacolo meraviglioso. Vedo Campitello Matese, più di 2000 s.l.m.

Fortunatamente non devo salire lassù, ma anche Macchiagodena non scherza (864 s.l.m.!). Inizia la salita, vedo Macchiagodena dal basso e mi sembra lontanissima, come consigliano in TV al Giro, vado del mio passo. Ma fa freddo, metto il k-way e ricorro ai vecchi metodi del ciclismo: giornale (il Corriere, al Manifesto non lo farei mai...) sotto la maglia. Ecco il cartello, sono arrivato. Ultimo tornante e vedo l'asilo che accoglie i volontari: dopo 12 anni sono di nuovo qua. E' tutto uguale e tutto è cambiato.

Un grande saluto e un grazie per i commenti a tutti i volontari in SCV con IBO in Kenya, Romania e India. Putroppo non ci siamo sentiti molti durante l'anno, ma sono contento che il blog possa essere un mezzo per avvicinare le distanze. A presto.

Un saluto a tutti.
Alla prossima


PER TUTTI I LETTORI:

Associazione DolceAcqua Onlus organizza

Venerdì 6 luglio 2007
Vivi la notte fino all'alba
Viaggio nelle costellazioni seguendo le tracce del laser. Concerti e spettacoli con la partecipazione di Freak Antoni, Guido Foddis e ospiti a sorpresa...

Via Mascherino, 33 - 40016
S. Giorgio di Piano (BO)
Tel./Fax 051 66.30.807
http://www.dolce-acqua.org/

L'IMPORTANTE E' PARTECIPARE

giovedì 5 luglio 2007

APPELLO URGENTISSIMO!


A.A.A.: 23 persone cercasi per i nostri progetti di Servizio Civile Volontario 2007-2008


Sono 23 i progetti di Servizio Civile Volontario approvati quest'anno per IBO Italia, organizzazione non governativa di Ferrara che si occupa di cooperazione internazionale, adozioni a distanza, campi di lavoro e solidarietà, Servizio Volontario Europeo, Servizio Civile nazionale ed internazionale, formazione aziendale outdoor.

23 progetti che cercano 23 persone motivate, entusiaste, con un'alta predisposizione al lavoro di gruppo e soprattutto con grande spirito di adattamento. Sei persone verranno impiegate presso la sede nazionale dove si cercano figure specializzate nei seguenti campi: informatico/grafico, comunicazione, fund raising; campi di lavoro e solidarietà, progettazione, volontariato giovanile.

Per le sedi internazionali, site in Romania, Ecuador, Kenya e India, si cercano 17 persone da impiegare nei seguenti settori: animazione, logistica, progettazione, commercio equo solidale, sanitario (infermieri, medici, tecnici di laboratorio).


Per quanto riguarda la remunerazione, oltre al contributo standard di 433 Euro al mese, sia per la sede nazionale che per quella internazionale, vengono offerti vitto e alloggio. Per le sedi internazionali è prevista inoltre un'indennità giornaliera di 15 Euro al giorno.

I requisiti per l'accettazione delle domande sono: il possesso della cittadinanza italiana e un'età compresa fra i 18 e i 28 anni. Termine di presentazione delle domande: giovedì 12 luglio.

Per avere ulteriori informazioni si può consultare il la seguente pagina:

http://iboitalia.altervista.org/serviziocivile2007.htm

o telefonare allo 0532 243279 oppure scrivere a alessandro.mazzini@iboitalia.org

mercoledì 4 luglio 2007

Dalla regia...

Abbiamo deciso di accompagnare Giacomo, partecipando alla scrittura di questo blog con brevi interventi, di tanto in tanto.


Questo è dedicato ai ringraziamenti.


Innanzitutto il primo grazie va a Francesco Santini, che ci ha linkati per primo sul suo Nonprofitblog e che ci ha fornito utili consigli su come far conoscere il nostro blog. Conseguentemente, ringraziamo gli amici ferraresi e molisani che ci hanno pubblicato sui loro siti, come Occhiaperti.net, Molisenews, Discovermolise, Altromolise e tutti gli altri che magari l'hanno fatto in cartaceo o in radio, ma dei quali non possiamo avere un riscontro per la lontananza geografica.


Grazie a tutti e appuntamento al prossimo post!


Ps: se volete dare un'occhiata a tutte le foto del viaggio, le potete trovare su flickr, indirizzo:

http://www.flickr.com/photos/iboitalia/map/


Fra Puglia e Molise


Uè! Rieccomi! Credevate stessi ancora pedalando lungo le ventose strade molisane eh? E invece no! Incredibilmente, dopo 35 km fra lungomari mozzafiato, statali polverose, viadotti (!) interminabili con vento a mille nodi, bacini artificiali e salite impervie sono riuscito ad arrivare a Guardalfiera! Da qui, grazie alla gentilezza dei proprietari del Bed & Breafkfast da Tina, vi posso scrivere (sorseggiando una crema di limoncello) per raccontarvi questi primi giorni di Girocampibo.


Partenza e Intercity

Come può testimoniare la foto, effettivamente alla partenza ero un po' preoccupato per la poca
maneggevolezza (per così dire) del mio bagaglio (la bici) che le simpatiche FS, per i lunghi tragitti, fanno (comodamente) salire solo se smontate. Uno dei capi treni più antipatici che la storia ricordi, dopo aver visto il malloppo che avevo nel mentre appoggiato in sicurezza in corridoio, mi ha ricordato che ovviamente mi prendevo tutto le responsabilità di quello che poteva succedere (...chissà poi a cosa si riferiva?). Meno male che a supportarmi nella lotta al cattivo di turno e a tenermi compagnia fino a Bari c'era una allegra famigliola con mamma, zia, nonnna, due bambini e, dulcis in fundo, per non farci mancare niente, l'amato cane (da Ferrara a Bari, sottolineo!).


Campo di Lavoro presso la Comunità Emmanuel
A Lecce, domenica mattina, partiva il primo campo. Alla stazione, dopo aver rimesso in sesto la bici fra lo stupore dei più e domande incuriosite della Polfer, conosco Giorgio, una persona incredibile (ama Pisa e la Luminara!) che lavora come operatore e si occupa del rapporto fra la comunità e il carcere. Le attvità portate avanti, infatti, sono l'aiuto a persone con dipedenze da droghe o alcool o che seguono percorsi alternativi alla pena detentiva. Dopo me arrivano i volontari: Sara, geologa di Barletta, il gruppone belga con Jan, ingegnere industriale, Noor, suonatrice di sax, Marjolen, studentessa di medicina, Martine, assistente di laboratorio, Emily... ehm sinceramente non ricordo...; e infine i due austriaci stremati dal viaggio di 24 ore in treno, Paul, che ha finito il giorno prima il servizio militare e Jack (in verità olandese), una vita nell'IBO con campi a Salvatonica, Vicomero, Assisi, Romania solo per dirne alcuni. Un bel gruppo direi, che ho lasciato ieri sera affiatato e ben avviato nonostante qualche difficoltà a livello organizzativo. Anche se le cose che mi rimarranno di più sono le chiaccherate con i ragazzi della comunità: Bleir, Alfredo, Luca. Gente con una storia difficile, a volte terribile, inserita in una vita di conunità che all'esterno appare rigida e che comunque mi hanno accolto come un fratello. Poi Adrian, un cuore immenso. E naturalmente: Lecce di notte, un incanto indescrivibile. E ancora, pasticciotti e caffè in ghiaccio.



Lecce-Guardialfiera

Preceduta da una lauta colazione al bar di fiducia della Manu (dove il tipo è ai livelli di quello che lavora vicino all'IBO, ma le paste sono molto più buone, ndr.) arriva anche il momento di ripartire da Lecce.
Ringrazierò per tutta la vita i fantastici architetti delle stazioni che puntualmente mi costringono a caricarmi la bici (già carica di suo) sulle spalle per scendere e salire dal sottopassaggio! Detto questo, le ferrovie pugliesi sono grandiose: otto macchinisti per un treno di due vagoni, gente gentilissima (altro che quello dell'intercity!) che sembra che ti conosca da tempo e che ha paura di arrivare troppo in orario. Poi il treno da Foggia a Termoli: un vagone (uno!) diviso fra prima e seconda classe (anche se la prima non esiste più!). Il controllore che apre e chiude le porte, il treno che rallenta arrivando in stazione e se non c'è nessuno riparte come fa l'autobus, stazioni deserte in posti dimenticati da Dio, sosta per aspettare il passaggio dell'Eurostar e tutti giù a rinfrescarsi con l'acqua della fontana. Poi, il personale che ti saluta alla fine del viaggio... un mondo fantastico!



Domani tappone da Guardialfiera a Macchiagodena, sperando nella clemenza del vento e della forza nelle gambe. Un salutone a tutti, chi legge, chi commenta e chi ci capita per caso.




Alla prossima.

Adieu!

martedì 3 luglio 2007

Dalla regia.....

Breve intervento dalla regia per aggiornarvi sugli spostamenti del nostro impavido pedalatore...

Come testimoniato da Manu in un commento all'ultimo post, Giacomo è arrivato in quel di Lecce e a quanto pare sano e salvo, se le si è presentato giusto giusto alle 8 del mattino per far colazione! Poi, trullo trullo, ha ripreso la bici alla volta della stazione, gettando scompiglio nella capitale meridionale del Barocco, sorpresa a veder qualcuno circolare in forma veicolare non inscatolata (cioè in macchina) e non truccata-smarmittante (cioè in moto). Sembra che al passaggio sfrecciante da Piazza Duomo qualcuno abbia esclamato: “E ccé bbete?” ovvero: “E che cos'è?”... Eh! Vaglielo a spiegare!

In questo momento dovrebbe appunto essere sui pedali, a coprire i 37 km di distanza fra Termoli e Guardalfiera, da dove domattina ripartirà per coprire i restanti 64 km che lo separano da Macchiagodena.


Vai Girardengo! Sei tutti noi!


Fine dell'invasione di campo.


sabato 30 giugno 2007

Il giro riparte....

Uè! Un salutone a tutti e un grazie sincero a quelli che hanno già lasciato i loro commenti e incoraggiamenti nei giorni scorsi. Con qualcuno nel maggio dell'anno passato ci eravamo lasciati così (arrivedercilisboa.iobloggo.it).....Ora eccoci, è tempo di ripartire e di rimettersi in cammino. Stasera si parte! Alle 23:34, mentre tutta Ferrara festeggia la sua Notte Bianca, l'Inercity Notte 779 mi porterà fino a Lecce (pensavate me la facessi pedalando?!) con tanto di bici e borse al seguito. Non pensiate però che il momento della partenza sia così facile. Un delirio di cose da preparare, da rifinire, da sistemare. Studio delle coincidenze, dei treni che possono trasportare la bici, delle strade da solcare, delle salite da affrontare, dei paesini improbabili da attraversare. Nomi mai sentiti prima che mi rimbalsano per la testa come un ritornello di un tormentone estivo: Guardialfiera, Settebagni, Cortemilia....
E poi la parte più difficile: i saluti. Familiari e parenti via telefono; coinquilini con cui ho diviso la casa per un anno indimenticabile e che al ritorno non troverò (Jule e Mari0n, ci rivedremo, sicure!), con una delle nostre mitiche cene; amici di Pisa e di varie parti d'europa, ma che ormai sono dei ferraresi, con una birra; i colleghi dell'IBO con un pranzo a sorpresa (siete grandi!). Un saluto di cuore a tutti loro, uno speciale a Miguel, Balsa e Manu per il tempo passato insieme, a Sabi per quello che è e a Sonia per quello che è per me. Ma ora sono pronto, preparato per caldo, caldissimo, pioggia, vento e tempesta. Con camere d'aria, filo dei freni, casco, borracce, sacco a pelo, materassino, brugole, chiavi inglesi, mappe, numeri di telefono....speranze e sogni. So che il favoloso cappellino IBO mi proteggerà. Prego signori, in carrozza. Lecce sto arrivando! Ferrara ci rivediamo fra un mese!





Bisognerebbe fermarsi in tempo
Non aver fretta ma rallentare
Bisognerebbe solo ascoltare
(....)
Bisognerebbe fare sogni grandiosi
Oltre la noia e le nevrosi
Avere cura, avere pazienza
Di tutta quanta l'intelligenza...
Si, c'è bisogno!

martedì 26 giugno 2007

Pedalare con Lentezza (...ovvero il perchè di questa pazzia)

Girocampibo: detto così sembra uno scioglilingua o un pezzo di una filastrocca, e alla fine è vero anche questo perchè ognuno in ogni cosa può vederci quello che vuole e che sente.....alla IBO, una scrittrice di fiabe, ci ha visto un giro, un viaggio attraverso i Campi di Lavoro e Solidarietà, esperienze di volontariato di due o tre settimane, che ormai da cinquant'anni organizziamo e proponiamo. Un viaggio per scoprire da vicino chi ha scelto di dedicare il proprio tempo libero o le proprie ferie ad un impegno concreto, condiviso con volontari provenienti da varie parti d'Europa, chi ha deciso di partire per conoscere, conoscersi, aiutare, imparare, crescere;....un viaggio per scoprire le realtà che da anni ospitano queste esperienze arricchendosi soprattutto dell'entusiasmo che ogni singolo e ogni gruppo porta con se, per incontrare le persone che le hanno immaginate, costruite e le portano ancora avanti: questi matti che quotidianamente cercano di fregare il tempo per rincorrere le mille cose da fare e che la sera, anche se stanchi e sfiniti, hanno ancora voglia di parlare e sorridere;....un viaggio da sud al nord lungo un'Italia che, per pigrizia o per l'attrazione dei voli low-cost, non ci incuriosisce e non ci interessa più, tanto da conoscere quasi meglio Lisbona, Barcellona o Bruxelles della regione in cui siamo cresciuti.....un viaggio treno e bici (ma chi te lo fa fare?!?!) scomodo, stancante, disidratante, già nell'organizzazione e nella preparazione della partenza, ma allo stesso tempo stimolante, ed entusiasmante grazie soprattutto all'affetto e al continuo sostegno di chi mi è vicino, a Pisa sopportando la mia assenza, a Ferrara sopportando la mia presenza (che è ben peggio!). Il blog vuole esser uno strumento per far sentire uniti chi dal Guatemala a Castelfiorentino, da Rieti al Mozambico condivide gli stessi sogni e le stesse utopie e ha deciso di impegnarsi affinchè questi si avverino. Un incoraggiamento per chi è interessato al volontariato, ma ancora non ha trovato la forza di partire. Attraverso di esso potrete seguirmi, sospingermi, consigliarmi, perchè no, prendermi in giro e pedalare (con lentezza) insieme a me col vento in faccia e il sole negli occhi.

Percorso:
30/06 Ferrara-Lecce, Treno
(1) Campo di Lavoro e Solidariatà presso la Comunità Emmanuel
03/07 Lecce-Guardialfiera (CB), Treno+Bici
04/07 Guardialfiera (CB)-Macchiagodena (IS), Bici
(2) Campo di Lavoro e Solidarietà presso la Parrocchia S.Nicola
06/07 Macchiagodena (IS)-Roma, Treno+Bici
(3) Campo di Lavoro e Solidarietà presso il parco dell'Appia Antica in collaborazione con la Cooperativa Sociale Integrata "Antica Torre"
(3) Campo di Lavoro e Solidarietà presso Casa S.Giovanni in collaborazione con l'associazione Casa S.Anna Onlus
13/07 Roma-Monte Libretti(RI), Treno+Bici
14/07 Monte Libretti (RI)-Rieti, Bici
(4) Campo di Lavoro e Solidarietà presso la "Cooperativa Consortium" in collaborazione con la Comunità Capodarco di Roma
17/07 Rieti-Amelia (TR), Bici
18/07 Amelia (TR) -Bologna, Treno
19/07 Bologna-Cortemilia (CN), Treno+Bici
(5) Campo di Lavoro e Solidarietà presso il Monte Oliveto-Ecomuseo degli Terrazzamenti
23/07 La Spezia-Vicchio (FI), Treno+Bici
(6) Campo di Lavoro e Solidarietà presso l'Associazione Le CASE
25/07 Vicchio (FI)-Massa Marittima (GR), Treno+Bici
(7) Campo di Lavoro e Solidarietà presso il centro CARAPAX
27/07 Massa Marittima (GR)-Nomadelfia (GR)
(8) Campo di Lavoro e Solidarietà presso la comunità di Nomadelfia
29/07 Nomadelfia (GR)-Loc. Il Castagno, Gambassi Terme (FI), Treno+Bici
(9) Campo di Lavoro e Solidarietà presso l'associazione Eta Beta Onlus
31/07 Loc. Il Castagno, Gambassi Terme (FI)-Ferrara




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